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Il Governo impugna la legge pugliesi sulle candidature dei sindaci

Una norma discriminatoria nei confronti dei primi cittadini e penalizzante per le comunità locali

Un provvedimento ritenuto discriminatorio, per questo il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge di bilancio della Regione Puglia approvata lo scorso dicembre nella parte in cui viene disciplinata la candidatura dei sindaci alle prossime elezioni regionali. La norma dispone che i primi cittadini debbano dimettersi dalla loro carica 180 giorni prima della scadenza, quindi sei mesi prima delle elezioni. Per il Governo si tratta di una norma che viola l’articolo 122 della Costituzione e, in particolare, i principi di ragionevolezza e proporzionalità, in quanto crea una situazione di disparità prevedendo un termine molto anticipato rispetto a quello di presentazione delle candidature, che è di soli 30 giorni. in pratica, la normativa regionale non opera un equo bilanciamento tra gli interessi dei sindaci di arrivare alla naturale scadenza del mandato assicurando la continuità amministrativa degli enti stessi, e quelli delle comunità locali ad avere un governo cittadino stabile.

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