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Azione inibitoria per fermare l’ex Ilva, domani decisione Corte Europea

Il ricorso promosso da 10 cittadini e un bimbo con malattia rara

E’ attesa per domani la sentenza della Corte di Giustizia europea in merito all’azione inibitoria
collettiva contro l’ex Ilva promossa da 10 cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini e da un bambino di 11 anni affetto da una rara mutazione genetica. I ricorrenti chiedono la cessazione delle attività dell’area a caldo dell’ex Ilva, la”chiusura delle cokerie, l’interruzione dell’attività dell’area a caldo fino all’attuazione delle prescrizioni dell’Aia e la predisposizione di un piano industriale che preveda l’abbattimento delle emissioni di gas serra di almeno il 50%. L’azione inibitoria è stata presentata dall’associazione Genitori Tarantini, con il sostegno della Regione Puglia, successivamente sono state raccolte le firme di oltre 136 cittadini tra cui gli 11 dell’azione inibitoria anche per una class action risarcitoria. L’avvocato generale della Corte Ue Juliane Kokott nell’udienza del 14 dicembre scorso ha sostenuto che in base alle direttive Ue, un impianto industriale non può essere autorizzato se causa eccessivi danni alla salute e solo in circostanze particolari è possibile un differimento delle misure
per la riduzione dell’impatto ambientale. “Oggi – sottolineano i portavoce dell’associazione Genitori
Tarantini – è la vigilia di un giorno importante, per Taranto. Noi vorremmo che andasse come speriamo, naturalmente. In ogni caso, siamo consapevoli di averci messo l’anima”. 

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