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Bari, inchiesta sui voti di scambio: Cataldo si dice innocente, Donatelli si dimette

Alessandro Cataldo, davanti a Gip e Pm, ha negato l’esistenza di un “sistema Sandrino” e si è detto estraneo a qualsiasi ipotesi di compravendita di voti

Il fondatore del movimento politico “Sud al centro”, Alessandro Cataldo, ai domiciliari dal 4 aprile scorso con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, ha negato davanti al Gip e al Pm l’esistenza del cosiddetto “sistema Sandrino”. Stando a quanto dichiarato dal marito dell’assessora ai trasporti della regione Puglia, quindi, le elezioni amministrative di Bari (2019), Grumo Appula (2020) e Triggiano (2020), oltre che le Regionali del 2020 non sarebbero state inquinate con la compravendita di voti per la modica cifra di 50 euro così come sostenuto dalla procura di Bari. Sempre nella giornata di oggi, poi, è stato ascoltato anche il sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, che ha espresso la volontà di dimettersi dalla carica ricoperta a decorrere dal 2015.

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