Ilva, bisognerà rifare il processo d'appello per Fabio Riva

CRONACA  |  TARANTO (TA)  -  mercoledì 28 settembre 2016 - 14:15

Prescrizione per alcuni reati, da rivedere al ribasso la pena per il figlio dell'ex patron dell'Ilva

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Sulla presunta truffa ai danni dello Stato da circa 100 milioni di euro legata a finanziamenti rivcevuti dall’Ilva servirà rifare il processo. La corte di Cassazione ha infatti deciso che i giudizi dovranno celebrare un nuovo processo d'appello a Milano, che rivaluterà la pena al ribasso, per Fabio Riva, figlio dell'ex patron dell'Ilva, Emilio, e per i manager Alfredo Lo Monaco e Agostino Alberti, per la vicenda della . La seconda sezione della Cassazione - disponendo il nuovo processo - ha infatti dichiarato l'intervenuta prescrizione per una parte della contestata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e ha escluso che Lo Monaco fosse il promotore dell'associazione finalizzata alla truffa, come stabilito invece nei processi di merito. Nella vicenda, al centro di uno dei filoni dell'indagine milanese sul gruppo Ilva, si ipotizza la creazione di una societa' ad hoc in Svizzera, l'Ilva Sa, che avrebbe avuto lo scopo di aggirare la normativa (la 'legge Ossola') sulla erogazione di contributi pubblici per le aziende che esportano all'estero, per un totale di quasi 100 milioni di euro. Attraverso questa operazione sarebbe stato "indotto in errore lo Stato", per ottenere "contributi che in realta' non si potevano avere". Secondo l'accusa, la truffa si sarebbe consumata tra inizio 2008 e fine 2013, ma ora la Cassazione ha dichiarato la prescrizione per un episodio avvenuto il 24 settembre 2008. La corte d'appello di Milano, il 18 giugno 2015 aveva condannato, confermando il giudizio di primo grado del 21 luglio 2014, Riva a 6 anni e mezzo, l'ex presidente della finanziaria svizzera Eufintrade Lo Monaco a 5 anni e l'ex consigliere delegato di Ilva Sa Alberti a 3 anni, oltre alla confisca di beni mobili e immobili a tutti gli imputati fino a raggiungere la somma di 90,8 milioni di euro e la provvisionale di 15 milioni da versare al Ministero dello Sviluppo economico. Un'altra sezione della stessa corte dovra' rivalutare la pena per i tre imputati, tenendo conto dei rilievi della Cassazione. E' invece definitiva la sanzione di 1,5 milioni a Riva Fire.


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