Taranto: postavano sui social foto con moto rubate, arrestati

  |  TARANTO (TA)  -  venerdì 13 dicembre 2019 - 13:08

Nel mirino le auto davanti ai centri commerciali. I ladri sono stati incastrati dai propri selfie

di Redazione Norbaonline
Taranto: postavano sui social foto con moto rubate, arrestati

Rubavano moto di grossa cilindrata, poi postavano le foto che li ritraevano a bordo dei mezzi sui social. E' anche grazie a questa leggerezza la squadra mobile di Taranto, supportata nella fase esecutiva dalle Squadre Mobili di Bari e Brindisi, ha dato seguito a due distinte ordinanze di applicazione di misure cautelari personali disposte dal GIP presso il Tribunale ordinario di Taranto e dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni, su richiesta dei rispettivi uffici di Procura competenti, nei confronti di due gruppi di criminali, dediti uno ai furti in appartamento (nove gli episodi ricostruiti dal personale, messi a segno in Taranto e provincia), l'altro ai furti di ciclomotori e motoveicoli di media e grossa cilindrata (otto in totale gli episodi registrati e contestati). In un caso si tratta di due baresi (un terzo complice e' invece indagato a piede libero) con precedenti specifici. Il personale della squadra mobile ha individuato i responsabili (un maggiorenne e due minorenni, tutti di Taranto) di numerose ipotesi di furto aggravato di ciclomotori e moto di media e grossa cilindrata  oltre che di ricettazione. In quest'altro caso, l'attivita' di indagine e' scaturita da alcuni episodi di furto registrati nei mesi di settembre ed agosto scorsi, ed e' consistita nell'analisi di immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza installati in prossimita' dei luoghi di sottrazione e nel loro successivo raffronto con le immagini fotografiche reperite sui social network Facebook ed Instagram in cui gli stessi autori si facevano ritrarre assieme, in alcuni casi proprio a bordo di moto di grossa cilindrata identiche a quelle rubate. Successivi riscontri sono venuti dal sequestro nei confronti degli indagati di materiale atto allo scasso ed il recupero di alcune delle moto sottratte o di cose ed oggetti in loro possesso che, date le circostanze di tempo e luogo, erano da considerarsi di sicura provenienza illecita. 

 I ladri individuavano e poi raggiungevano a bordo di motocicli i luoghi dei furti, quindi
scavalcavano eventuali muri di recinzione dei cortili annessi, e in alcuni minuti uscivano dai passando dai cancelli che
provvedevano a forzare mediante l'uso di cesoie trascinando le moto oppure salendovi a bordo e ripartendo spinti da dietro dai loro complici in sella ai loro mezzi. Nel settembre scorso i Falchi della Squadra Mobile, percorrendo via Mazzini hanno notato due dei sospettati a bordo di un motociclo Honda SH 150. Accortisi della presenza del personale di Polizia, i due si sono dati ad una rocambolesca fuga, desistendo solo dopo un po', e decidendo di proseguire a piedi e lasciare sul posto il mezzo nel vano tentativo di nascondersi all'interno del bagno
di una sala giochi posta nelle vicinanze; li' sono stati tuttavia raggiunti dagli poliziotti e sottoposti a controllo ed
identificazione. Il motociclo abbandonato su strada e' risultato rubato. Il furto era stato denunciato dal legittimo
proprietario qualche giorno prima. Circostanza che e' valsa ai due l'accusa pure di ricettazione. Nei confronti dell'unico maggiorenne e' stato disposta la custodia in carcere; mentre nei confronti dei due minori l'accompagnamento presso l'Istituto Penale Minorile di Bari. Nel secondo caso, l'attivita' di indagine e' scaturita da
alcuni episodi di furti in appartamento registrati nel capoluogo e nei comuni di Grottaglie e Leporano tra la fine del
2018 e i primi mesi del 2019, ed ha consentito, mediante l'acquisizione ed analisi di video tratti da sistemi di
video-sorveglianza, nonche' la successiva acquisizione ed analisi di tabulati telefonici, di ricondurre i medesimi
episodi ai tre soggetti baresi, i quali, in concorso e di concerto fra loro, hanno sottratto, dall'interno delle
autovetture delle vittime, parcheggiate nei vari centri commerciali ricadenti in Provincia (Iperfamila, Ipercoop ed
Auchan), documentazione varia dalla quale era possibile ricavare gli indirizzi di residenza dei proprietari, nonche' le
chiavi delle loro abitazioni, per poi introdurvisi ed impossessarsi di beni vari: denaro contante, oggetti in oro e
diamanti.Un meccanismo ben rodato, attuato con sistematicita' che e' costato il carcere agli indagati.

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