Mafia, 30 arresti nel leccese

  |  LECCE (LE)  -  lunedì 24 giugno 2019 - 07:01

Tra gli indagati anche il sindaco di Scorrano

di Redazione Norbaonline
Mafia, 30 arresti nel leccese

All'alba, con l'operazione denominata "Tornado", sono stati eseguiti 27 provvedimenti cautelari di cui 19 in carcere e 11 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati per associazione di tipo mafioso, nell'ambito dell'operazione "Tornado".  Sono indagate in tutto 37 persone. Le accuse riguardano anche associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata.  Il capo dell'organizzazione e' considerato Giuseppe Amato, detto "Padre eterno", personaggio conosciuto nella malavita locale e legato a Corrado Cucurachi, detto "Giaguaro", figura storica della Sacra corona unita. Il clan mafioso oltre a possedere numerose armi bianche e da fuoco, poteva contare sull'illimitata disponibilita' di materiale esplodente che veniva fornito, insieme alle conoscenze tecniche per il confezionamento degli ordigni ad alto potenziale, da una ditta di fuochi d'artificio di Scorrano. Il titolare della ditta e' indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Tra gli indagati, invece, spicca il sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Stefanelli è stato eletto nel 2017 con la Lista civica "La svolta giusta". Avrebbe promesso agli appartenenti del gruppo mafioso l'aggiudicazione di appalti e servizi pubblici. Stefanelli avrebbe promesso in particolare la gestione del parco comunale 'La Favorita' con annesso chiosco bar nonche' la gestione dei parcheggi comunali, impegnandosi a superare gli ostacoli burocratici e amministrativi connessi alle procedure di aggiudicazione, ottenendo come contropartita il sostegno del clan delle competizioni elettorali alle quali era interessato. Le indagini avrebbero dimostrato la capacita' del gruppo di infiltrarsi nel tessuto politico amministrativo locale, istaurando connivenze con esponenti politici. 

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di accertare che Mattia Capocelli, il 28enne assassinato la notte tra il 24 e il 25 aprile scorso a Maglie, era organico al gruppo criminale. Subito dopo il delitto fu arrestato Simone Paiano, 25enne con precedenti penali, che confesso' l'omicidio dicendo di essersi difeso da un'aggressione avvenuta davanti ad un fast food. Le indagini avrebbero invece accertato che era un rivale della vittima. Dagli accertamenti investigativi e' emerso che a capo del clan ci sarebbe stato Giuseppe Amato, di 63 anni, di Scorrano, detto
'Padreterno', volto noto della criminalita' organizzata salentina. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di
giustizia, Amato risulta legato ad una figura storica della Scu, Corrado Cucurachi, detto 'il giaguaro', storicamente legato al clan Tornese di Monteroni. Un ruolo di rilievo lo avrebbe avuto anche il figlio di Giuseppe Amato, Francesco, di 29 anni, ritenuto il punto di riferimento di un reticolo associativo composto da diversi giovani elementi che si muovevano secondo le sue direttive. Sebbene il 'core business' dell'associazione fosse costituito dal traffico di sostanze stupefacenti, sono state documentate anche estorsioni e ritorsioni con attentati dinamitardi e con sistematiche spedizioni punitive nei confronti di soggetti che non erano in linea con il gruppo o non si
adeguavano alle sue richieste.

Le ordinanze sono state emesse dal gip presso il tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (Dda). L'indagine è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di Maglie dal settembre 2017, consentendo di individuare le condotte delinquenziali di un gruppo criminale "emergente" di tipo mafioso egemone in numerosi comuni dell'area magliese, con connessioni e ramificazioni estese anche ad altri influenti sodalizi mafiosi della Sacra corona unita dell'area salentina.

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