Strage ferroviaria, il conte Pasquini si difende: 'Non ero piu' presidente'

  |  TRANI (BT)  -  giovedì 8 novembre 2018 - 19:46

Nello scontro fra treni morirono 23 persone

di Redazione Norbaonline
Strage ferroviaria, il conte Pasquini si difende:

Nell'udienza preliminare in corso a Trani dinanzi al Gup le difese hanno avuto modo di esporre le loro arringhe  in riferimento alla strage ferroviaria del 12 luglio 2016 che ha visto la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51. L'ex presidente del cda di Ferrotramviaria, il conte Enrico Maria Pasquini, si è difeso sostenendo che all'epoca dei fatti lui non ricopriva più il ruolo di presidente del cda da 3 anni. Una difesa comoda visto che la Procura di Trani imputa a lui e ad altri dirigenti l'accusa di non aver ammodernato quel tratto di ferrovia che funzionava ancora col sistema del blocco ferroviario ignorandone i rischi.

Diversi dirigenti e impiegati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso; un'altra imputata, la dirigente del Ministero delle Infrastrutture Elena Molinaro, ha chiesto il rito abbreviato. Presenti nell'udienza di oggi i due capistazione: Vito Piccareta di Andria e Alessio Porcelli di Corato. Per Picarreta è stato respinto il patteggiamento mentre la difesa di Porcelli continua a promulgare l'innocenza del proprio assistito, in quanto è stata la stazione di Andria a non attendere il luce verde per l'incrocio con l'altro treno.

 


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