Tap, lo scontro continua

  |  MELENDUGNO (LE)  -  mercoledì 17 ottobre 2018 - 10:37

Boccia: ''interesse nazionale non riguardi parti di elettorato'', Costa ''valutazione quasi apolitica''

di Redazione Norbaonline
Tap, lo scontro continua

"Ho sempre detto che c'era il problema dei risarcimenti, perche' il gasdotto è stato previsto da un accordo internazionale. E lo hanno sempre saputo anche i Cinque Stelle, checche' ne dica la ministra del Sud Lezzi.
Dopodiché il tema resta come salvare quel territorio dai danni di un'opera inutile, il tratto via terra che da San Foca
arrivera' a Mesagne vicino Brindisi, a spese degli italiani. E la mia soluzione rimane quella di spostare di 30 chilometri piu' a nord l'arrivo del gasdotto". Lo dice al Fatto quotidiano il governatore pugliese Michele Emiliano. Sull'ipotesi che un tale spostamento costerebbe 5 miliardi in piu' e comporterebbe un enorme ritardo sui lavori, Emiliano
risponde: "Questa e' un'enorme stupidaggine. Non e' stato ancora costruito un metro del gasdotto sul suolo italiano, finora hanno solo estirpato gli ulivi. E di certo cambiare il tragitto non costerebbe una cifra del genere".
"Cambiare il progetto richiede pochissimo tempo". Illustra quindi la sua proposta: "Convocherei un tavolo
tecnico con il premier Conte, il ministro dello Sviluppo economico Di Maio e quello dell 'Ambiente Costa. E in quella
sede i miei tecnici spiegherebbero cosa si puo' fare per risolvere la questione Tap e anche quella delle emissioni
inquinanti dell'Ilva".  "Bisogna intervenire, spiega Emiliano, con un decreto legge, che contenga tutte le autorizzazioni ambientali cosi' da compattare i tempi. E il testo dovrebbe prevedere lo spostamento dell'approdo
del Tap a Mesagne, dove esiste gia' la rete nazionale del gas Snam che arriva fino a Taranto. Da li' si potrebbe portare il gas fino all'Ilva, dando vita alla decarbonizzazione dell'acciaieria". Nella questione è intervenuto anche  Boccia: ''Se si riapre la questione per i lavori del gasdotto Tap "molto bene. Prevale il buon senso, in un Paese che deve fare della questione energetica, non avendo materie prime, la grande questione Paese". Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine del secondo business forum italo-arabo. Sulla questione Tap, ha rimarcato, "ben venga. Ma io aggiungo: se si vuole forzare per aumentare di un punto percentuale il Pil, come il governo ha dichiarato, il governo deve aprire i cantieri e non chiuderli. Qui siamo al paradosso che a volte si chiudono i cantieri e non i progetti. Occorre aprire i cantieri e fare in modo che i progetti infrastrutturali diventino immediatamente investimenti nell'interesse del Paese, perche' ci sono questioni di interesse nazionale che non possono riguardare parti di elettorato italiano", ha sostenuto Boccia.


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