Strage S.Marco, due arresti

  |  SAN MARCO IN LAMIS (FG)  -  mercoledì 17 ottobre 2018 - 08:29

La strage avvenne il 9 agosto dello scorso anno, morirono quattro persone

di Redazione Norbaonline
Strage S.Marco, due arresti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Caterino, 38 anni, e Luigi Palena, entrambi di Manfredonia.  Caterino è accusato di concorso nel delitto, aggravato dal metodo e dalle finalità mafiose, detenzione e porto delle armi usate nell'agguato, mentre Palena risponde della detenzione di altre due armi che sarebbero servite per ammazzare un altro esponente del clan rivale Romito. La strage era stata organizzata nei minimi dettagli. Dalle indagini della Dda di Bari è emerso che Caterino, che aveva subito un tentativo di agguato nel febbraio 2018, aveva deciso di vendicarsi, aveva studiato le abitudini del boss Mario Luciano Romito, obiettivo dei killer, pedinandolo fino alla mattina dell'omicidio. Avrebbe condotto i killer sul luogo del delitto al volante della sua vettura, seguita a breve distanza dall'auto dei sicari, almeno tre. Gli accertamenti tecnici hanno consentito di ricostruire l'esatta dinamica dell'agguato, fino alla fuga dei killer a 176 km/h. Tutto accade accaduto in pochi minuti, intorno alle 10 del 9 agosto 2017, sulla strada provinciale 272, nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis: quattro persone uccise da un commando armato. Le vittime erano a bordo di due mezzi, trovati a una distanza di circa 500 metri l'uno dall'altro: due uomini sono stati uccisi mentre erano su un Maggiolone Wolkswagen blu scuro, gli altri due erano in un Fiorino bianco. L'obiettivo dei killer era nel Maggiolone: si tratta del boss Mario Luciano Romito, di 50 anni, di Manfredonia, a capo dell'omonimo clan che negli ultimi anni si è contrapposto al clan Li bergolis nella cosiddetta faida del Gargano. Con lui, nella vettura, c'era il cognato, Matteo De Palma, che gli faceva da autista, anche lui morto all'istante. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia, un'automobile con i sicari a bordo avrebbe affiancato il Maggiolone e i killer avrebbero aperto il fuoco con un fucile d'assalto kalashnikov Ak-47 e un fucile da caccia calibro 12, uccidendo sul colpo con una sventagliata di proiettili Romito e De Palma. Poi il commando si è messo all'inseguimento del Fiorino a bordo del quale stavano tentando di fuggire due contadini, testimoni scomodi del duplice omicidio. I due agricoltori, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di San Marco in Lamis, rispettivamente di 47 e di 43 anni, hanno visto uccidere e hanno capito di essere in pericolo: avrebbero quindi tentato la fuga ma sono stati raggiunti e uccisi. Uno dei due contadini ha cercato anche di fuggire a piedi ma i killer non hanno avuto nessuna pietà e hanno continuato a sparare.Uno dei due fratelli era ancora vivo quando e' stato trasportato nell'ospedale di San Severo dove però è morto poco dopo."E' una notizia importante per questo territorio perche' conferisce a tutti una fiducia importante". Lo ha dichiarato il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla. Volevamo che lo Stato facesse il salto di qualita' per contrastare l'avanzare della mafia. Questo è un segnale straordinario, per tutti i cittadini perche' adesso sanno che le istituzioni ci sono e possono avere maggiore fiducia in loro e trovare il coraggio di denunciare i soprusi". 


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