Ilva, sul risultato del Referendum è disaccordo

  |  TARANTO (TA)  -  giovedì 13 settembre 2018 - 20:13

Emergono diverse posizioni a seguito della vittoria dei sì

di Redazione Norbaonline
Ilva, sul risultato del Referendum  disaccordo

Per i sindacati il risultato del referendum sarebbe un punto di partenza importante. Questi in una nota diffusa hanno infatti affermato:  "Con il 94% dei voti a favore, spiegano Fim, Fiom, Uilm e Usb, i lavoratori hanno accettato l'ipotesi di accordo per la cessione degli Asset di Ilva del gruppo che, nell'immediato prevede 10.700 assunzioni, con l'impegno di occupare tutti entro il termine del piano industriale mantenendo di fatto le tutele e i diritti individuali". Per le quattro organizzazioni, "quanto emerso in questi giorni, durante il dibattito nelle assemblee con i lavoratori e subito dopo il risultato referendario di oggi, deve rappresentare un punto di partenza importante per il rilancio ambientale,occupazionale e produttivo di questo territorio. Ringraziamo tutti i lavoratori che hanno condiviso questo momento importate di partecipazione e democrazia, emersa nelle assemblee, in cui è stato condiviso un faticoso percorso che ha permesso questo significativo risultato. Lavoreremo ,concludono Fim Cisl,Fiom Cgil, Uilm e Usb Taranto, affinché si passi nell'immediato dalle parole ai fatti, a partire dalla piena applicazione di quanto concordato e sottoscritto in sede ministeriale e aprire da subito un tavolo istituzionale sul futuro occupazionale dei lavoratori degli appalti".  Fim Cisl di Taranto attacca il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, perchè, rileva il sindacato, si è attribuito i meriti dell'intesa con Mittal per Ilva, approvata oggi col referendum tra i lavoratori, non riconoscendo il lungo lavoro fatto dalle sigle metalmeccaniche. Per Valerio D'Alo', segretario Fim Cisl Taranto, "salire sul carro dei vincitori senza aver combattuto le battaglie, spesso è più facile, ma sicuramente meno gratificate". Calenda su Tweetter così commenta:  "Complimenti a sindacati e ai lavoratori. Risultato straordinario. Finalmente Ilva riparte.". Non sono della medesima opinione i cittadini di Taranto: "Hanno votato i lavoratori, ma non la città". Il sindaco Rinaldo Melucci dichiara di essere "sempre rimasto fuori dalla vertenza sindacale, come giusto che fosse" e che non ritiene "di commentare il risultato del referendum che ha visto i lavoratori dell'Ilva esprimersi in modo così netto a favore dell'accordo" ma garantisce "l'impegno dell'amministrazione affinche' quel posto di lavoro diventi un luogo sicuro nel quale vengano rispettate le misure ambientali".Tra gli ambientalisti, il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti invita a una "resistenza popolare" perchè "con l'aumento della produzione a 8 milioni di tonnellate annue, per di piu' con impianti in parte fuori norma, una fetta della popolazione sara' esposta a un rischio cancerogeno inaccettabile.
E' necessaria una resistenza a oltranza. Resistenza nonviolenta. Con i bambini e le mamme in prima fila. Con in mano solo la nuda richiesta del diritto alla vita. Massima contestazione, attacca l'ecologista, di questo scellerato governo che ci condanna a un futuro di malattia e morte. Volevano mettere in ginocchio Taranto, noi faremo sprofondare il governo per la vergogna".


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