Barletta, crollo di via Roma: riformulata sentenza primo grado

  |  BARLETTA (BT)  -  lunedì 28 maggio 2018 - 22:12

Nel processo si erano costituite 50 parti civili

di Giovanni Di Benedetto
Barletta, crollo di via Roma: riformulata sentenza primo grado

La Corte d’appello di Bari ha parzialmente riformulato la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Trani nel processo per il crollo del palazzo di via Roma a Barletta del 3 ottobre del 2011 che costò la vita a 5 donne. In tutto 6 dei 15 imputati sono stati assolti, 9 le condanne, più miti anche per l’intervenuta prescrizione in alcuni casi. Rispondono, a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose plurimi, omissione di atti d'ufficio e violazione di norme antinfortunistiche. La pena più alta per Giovanni Paparella, direttore dei lavori, condannato a 4 anni e 6 mesi. Condanne anche per Cosimo Giannini, legale rappresentante della società proprietaria (4 anni), 2 anni e 9 mesi per Salvatore Chiarulli, titolare dell’impresa esecutrice dei lavori di demolizione del palazzo a fianco a quello crollato, e i suoi fratelli Andrea e Giovanni, i quali erano a bordo dell’escavatore che, secondo l’accusa, avrebbe demolito alcune parti dello stabile minando alla sicurezza di quello che si è poi accasciato. 4 anni anche per Rosario Palmitessa, ingegnere comunale. Confermata la condanna alla sanzione amministrativa pecuniaria di 480mila euro per la Srl Giannini quale persona giuridica. Assolti, invece, i tecnici Francesco Gianferrini, Valeria Valendino e Pietro Ceci, incaricato per conto della Giannini srl, proprietaria del suolo in cui si stava lavorando, della progettazione e sicurezza. Secondo l’accusa il crollo fu causato dai lavori di demolizione della palazzina adiacente a quella dove c'era l'opificio nel quale morirono le operaie. Lo stabile, in pratica, faceva parte di un unico aggregato edilizio e dunque ogni intervento non poteva essere separato dal contesto. Nel processo si erano costituite 50 parti civili, per alcune delle quali è stata è stata ridotta l'entità del risarcimento, e cioè 43 familiari delle vittime e sette fra enti, associazioni e sindacati, fra i quali Regione Puglia e Comune di Barletta, il quale e' costituito anche come responsabile civile.


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