L’Imperatore e il mistero svelato

  |  ALTAMURA (BA)  -  martedì 1 maggio 2018 - 22:17

Una folla di gente ha accolto Domenico Pepe nelle vesti di Federico II

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LImperatore e il mistero svelato

“Ritrovarsi nelle vesti di Federico II di Svevia? Una emozione unica condivisa con la mia famiglia”. Sono le prime parole del nuovo Federico II di Svevia, in questa settima edizione di Federicus 2018, festa medievale di Altamura. Si chiama Domenico Pepe,  altamurano doc, 41 anni, un lavoro come geometra nell’ufficio tecnico del Comune, persona riservata e premuroso nei confronti della moglie, Maria Rosaria Ferraro, e delle sue figlie, Ilaria (8 anni) e Valeria (5 anni). Persona disponibilissima a lavorare con la direzione artistica della Fortis Murgia e pronta ad interpretare la poliedrica figura dello Svevo, con grande responsabilità e consapevolezza del ruolo che la vita gli ha riservato, bussando alla sua porta. “Quando Alessandro Martello e Franco Damiano mi hanno contattato non potevo crederci", ha confessato Domenico. “Mi hanno invitato alla sede della Fortis Murgia e soltanto l’incontro con il presidente Carlo Camicia ha fatto sì che mettessi meglio a fuoco la realtà, decretando ufficialmente quello che avrei dovuto interpretare, l’Imperatore Federico II di Svevia, rifondatore della città di Altamura”.

L’incontro con Bianca Lancia? "Ho conosciuto Bianca Lancia al Corteo Imperiale, ci siamo presentati sul momento. L’ho trovata molto dolce, disponibile, molto presa nel personaggio. Mi ha spiegato che era coinvolta nella festa nel gruppo ludico per le realizzazione dei giochi medievali in piazza della Repubblica. Avevo comunque assistito, in anonimato e molto defilato, all’estrazione in piazza Matteotti, insieme a mia figlia Ilaria, che tornando a casa ha detto a mia moglie che la trovava bellissima". 

Quando hai detto alle tue figlie che eri tu Federico II? "Quella sera stessa. Mi creda non è stato facile dirglielo. La mamma che come ogni sera prima di addormentarsi legge loro le storie, quella sera ha dovuto raccontare del loro papà interprete di un personaggio storico, come Federico. La reazione è stata positiva, mi hanno abbracciato, erano emozionatissime e da quella sera seguono ogni mio passo. A me fa piacere condividere i momenti di questa nuova avventura con loro. Erano comunque già le mie principesse".

E’ stato difficile custodire questo segreto per più di un mese? "Difficilissimo. Soprattutto con gli amici. Avevo paura che potessero in qualche modo venirne a conoscenza. Avere la barba più lunga del solito mi rendevo conto che creava qualche sospetto in loro, ma ero sempre pronto a depistarli. L’unica a saperlo era mia moglie".

Hai qualche hobby? "Sono un appassionato d’arte. Non sono un artista. Anche se ultimamente mi sta appassionando molto al restauro. Prendo piccoli mobili e li sistemo nella mia piccola bottega di casa".

Da poco più di un anno hai deciso di andare a vivere nel centro storico. Come mai? "Sento di amare le mura della mia casa e della mia città, sento un forte senso di appartenenza al passato, alla storia, alle radici, mi rivedo in personaggi dalle nobili virtù, anche se sono semplice d’animo. Anche il restauro della mia casa non cancella la memoria di questi luoghi, a cominciare dalle porte del settecento, di cui ne vado fiero".

Progetti nel cassetto? "Sì, uno in particolare. Ho su facebook un gruppo, “Agorà civica per Altamura”, con cui condivido un progetto di biblioteca sociale che si chiama “Biblio” con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo della cultura.  In questa prima fase stiamo raccogliendo dei libri su donazione".

Nel Palio dipinto dal Maestro Carlo Fusca c’è un Federico II temerario ? Ti riconosci? "Il dipinto è una vera opera d’arte. Nel guardarlo mi sono un po’ rivisto nella scena. Trovo una certa somiglianza, ma non mi reputo temerario. Tutt’altro. Spero però di interpretarlo al meglio. Quanto meno ci provo".

Allora chi è Domenico Pepe? "Sono una persona semplice, che non ama i riflettori, e se la vita mi presenta sfide come questa, cerco di viverle con molta tranquillità. Solo l’emozione è stata incontrollabile, ma ci sta tutta. Mi piace cucinare con creatività. Amo la lettura, ho molti libri, per un approccio alla cultura delle mie figlie. Ho una chitarra, tra poco arriva un pianoforte. Sono strumenti che metto a loro disposizione perché possano, senza nessuna costrizione di sorta, familiarizzare e cominciare semplicemente a prendere coscienza con alcune forme d’arte".

A proposito  d’arte, fai parte anche del FAI? "Si, sono nel direttivo del gruppo Fai di Altamura. Facciamo iniziative molto utili e interessanti. Abbiamo aperto San Domenico per le Giornate di Primavera. L’ultimissima è stata l’apertura al pubblico della Tipografia Portoghese, che gli eredi Portoghese hanno continuato a custodire come Museo d’Arte Tipografica".

Hai pensato che da ora in poi e per un intero anno  vivrai nel nome di Federico? Sei pronto? "Si. Sono consapevole. Ma non mi preoccupano le attenzioni, buone o brutte, che la gente mi riserverà. Se sono costruttive ben vengano. Sarò, invece, più attento a quello che da domani farò, per essere all’altezza del ruolo assegnatomi e per non deludere chi mi ha scelto e ha creduto in me. Ringrazio la Fortis Murgia e trovo ammirevole tutto quello che fa per l’immagine della città di Altamura e per il futuro dei nostri figli".


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