Isernia: presunto caso pedofilia, “sacerdote sconvolto”

  |  ISERNIA (IS)  -  mercoledì 24 gennaio 2018 - 18:18

Mons. Cibotti ha ribadito la richiesta di perdono alle vittime e alle loro famiglia

di Redazione Norbaonline
Isernia: presunto caso pedofilia, sacerdote sconvolto

"Il sacerdote è colpito da questa notizia che lo ha sconvolto in quanto, da parte sua, tutto questo non è ritenuto vero. Però sono cose che la magistratura e la realtà canonica avranno modo di verificare". Lo ha detto oggi il vescovo di Isernia-Venafro, Camillo Cibotti, a margine di una conferenza stampa sul presunto caso di pedofilia in una parrocchia della provincia di Isernia denunciato alla Procura (che ha aperto un’inchiesta), dopo più di 10 anni dai fatti, da un ragazzo (oggi maggiorenne) che avrebbe subito abusi da un prete con la complicità di altri uomini di chiesa.

Il monsignore già ieri aveva scritto una lettera alla stampa, in cui aveva chiesto perdono alle vittime di questi casi “per le vicende passate e per quelle che hanno ancora forti ripercussioni nel presente” e aveva sottolineato che “la Chiesa sceglie di stare senza se e senza ma dalla parte delle vittime e di trattare secondo giustizia i responsabili”.

Il presunto caso di pedofilia è stato segnalato agli organi inquirenti, alcuni mesi fa, dall'avvocato e presidente del Movimento "Non abbiate paura" Sergio Cavaliere, raccogliendo la testimonianza della presunta vittima.

Monsignor Cibotti, nella conferenza stampa odierna, ha confermato anche un'indiscrezione sul ritorno nel paese d'origine del parroco. "Ma questo”, ha precisato,  lungi dall'essere una punizione. E' anche un momento che era stato previsto prima perché, ogni tanto, i nostri confratelli sacerdoti chiedono dei periodi di riposo. Certamente è anche un'opportunità perché abbia motivo di un silenzio interiore, di una riflessione". Alla domanda se ci sono altri casi su cui si sta facendo luce, il vescovo ha detto, precisando che non sono riferibili alla pedofilia, che, "fermo rimanendo il riserbo, è il nostro essere attenti a salvaguardare il rispetto della persona e di tutti, specialmente dei più deboli, di coloro che vengono colpiti da comportamenti o azioni che in se' sono da ritenere, a volte, anche disumani".

Nella lettera di ieri Monsignor Cibotti aveva citato Papa Francesco: "Seguendo l'esempio di Sua Santità ho agito in comunione con lui. Perciò, ora posso dirlo a chiare lettere: a proposito dei fatti in questione anche se penalmente non ci fosse rilevanza, canonicamente, cioè secondo le regole che come Chiesa ci siamo dati, siamo in dovere di prendere provvedimenti disciplinari, perché non possiamo accettare fraintendimenti. Sono stati avviati, o in procinto di esserlo, dei Procedimenti Canonici. Tuttavia, questo non mi impedisce di guardare con misericordia i sacerdoti coinvolti in queste vicende e i confratelli che hanno attraversato esperienze simili", aveva sottolineato il prelato, rivolgendo un appello a chi subisce abusi: "Mi rivolgo a coloro che hanno visto la loro vita segnata per sempre: sappiano di trovare in me e nella Chiesa che mi onoro di servire ascoltatori attenti, disponibili a fare la propria parte fino in fondo e ad indirizzare alla Magistratura, lì dove le competenze del solo Tribunale Ecclesiastico non fossero sufficienti. Questo risulterà fondamentale per restituire a questa Chiesa la credibilità e l'onestà che le derivano dall'operato di tanti uomini e donne di buona volontà".

"Certamente”, ha aggiunto oggi in conferenza stampa Cibotti, “questo non vuole mettere in ombra l'operato di tanti sacerdoti che, colpiti da questa disgrazia, si sentono mortificati e provvederanno a riparare in una attività ancora più intensa per mostrare il volto più positivo della Chiesa". "La situazione mi preoccupa”, ha sostenuto Cibotti, “ma penso che non si possa fare di tutta l'erba un fascio. Bisogna avere anche questa prudenza e attenzione. Penso di interpretare anche il parere di tanta popolazione della nostra comunità diocesana che stima, ama ed è unita ai propri pastori”.


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