Ilva: fumata nera dall’incontro al Mise, è bufera

  |  0 ()  -  mercoledì 20 dicembre 2017 - 17:07

Dichiarazioni al vetriolo tra Emiliano e Calenda, duro anche De Vincenti. Melucci media

di Redazione Norbaonline
Ilva: fumata nera dallincontro al Mise,  bufera

"Il clima era positivo, tutti interventi positivi, poi a un certo punto c'è stato uno scambio di messaggi, non so bene, tra De Vincenti e Calenda e Calenda ha avuto una crisi isterica, si è alzato ha fatto un intervento durissimo ed è andato via”. Lo ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, al termine dell’incontro istituzionale sull’Ilva tenutosi oggi al ministero dello Sviluppo economico, conclusosi con una marcata fumata nera. “Cosa sia accaduto lo spiegherà lui”, ha aggiunto Emiliano. “Noi abbiamo anticipato che avremmo revocato le richieste cautelari e presentato i punti su cui non eravamo d'accordo. Il tavolo si è insediato e a mio giudizio può essere anche autogestito da tutti quelli che vogliono partecipare. Visto che il ministro fa solo da mediatore, riusciamo a trovarla anche senza di lui". “Calenda fa questa pantomima perché ha capito che l'operazione può avere altre problematiche e pensa di dare la colpa alla Regione Puglia e al Comune di Taranto”, ha concluso Emiliano. “Si sta comportando in maniera immatura e ne risponderà nelle sedi competenti".

Durissime le reazioni del governo. “Leggo dichiarazioni farneticanti del Presidente Emiliano: non sa quel che dice e, forse, neanche quel che fa", ha affermato il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

"Non entro nel merito delle solite dichiarazioni scomposte del presidente Emiliano su di me", ha replicato il ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, precisando che "l'unico sms che ho ricevuto nel corso della riunione veniva proprio da Emiliano ed era il seguente: 'dobbiamo chiedere  normalmente di riaprire il riesame Aia nelle sedi opportune... ministero ambiente con autorità competenti, tra cui regione provincia e comune, e poi travasare gli esiti nel piano industriale. Altrimenti, aria fritta... questa riunione di oggi non può superare le norme vigenti che attengono l'Aia'".

"Se seguissimo la linea indicata dal Governatore”, ha continuato Calenda, “dovremmo annullare il Piano Ambientale, ovvero lo stesso effetto dell'accoglimento del ricorso al Tar". Per il ministro dello Sviluppo economico "è del tutto evidente come il governatore, nonostante gli impegni presi su anticipo copertura parchi, danno sanitario e bonifiche, avesse già maturato l'intenzione di non raggiungere alcun accordo al tavolo". “La disponibilità al ritiro della sola richiesta di sospensiva mostrata da Michele Emiliano”, ha aggiunto Calenda, “non basta perché, come spiegato al tavolo, manterrebbe il rischio per l'investitore di perdere tutti gli investimenti effettuati sino all'esito del ricorso".

Il tavolo istituzionale "ha affrontato tutti i nodi all'ordine del giorno richiesti dalle istituzioni locali, in particolare l'anticipo della copertura dei parchi minerari", ha spiegato il ministro per lo sviluppo economico, aggiungendo che si tratterà di un'opera "di dimensioni notevoli", visto che la copertura del solo parco minerale "investirà un'area grande quanto 28 campi di calcio, alta quasi 80 metri e larga 254". Il lavoro di copertura dei parchi "avverrà entro 24 mesi (prima ne erano previsti 36) a partire dall'avvio del primo febbraio 2018", ha continuato Calenda. Il problema del wind day "sarà superato entro gennaio 2020", si legge nel documento presentato dal Mise al tavolo istituzionale.

Ha prova a gettare acqua sul fuoco il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. “Il tavolo istituzionale al di là dell'epilogo è stato costruttivo e sono convinto che bisogna lavorare sotto traccia per riavvicinare le posizioni", ha dichiarato il primo cittadino del capoluogo jonico, aggiungendo che sull'istanza cautelare del ricorso presentato al Tar "abbiamo dato disponibilità già oggi a ritirarla" e questo "toglie l'ostacolo più grande".

Secondo Melucci il ministro Calenda "ha fatto un buon lavoro e dimostrato buon senso". Il sindaco però non sa perché "l'epilogo diventa di nuovo particolarmente teso, è come se si volesse alzare sempre di più l'asticella quando si sta raggiungendo un punto di equilibrio". 


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