POLITICA   -  sabato 10 settembre 2016 - 16:37

Renzi a Telenorba, “Ripresa è possibile ma dobbiamo crederci tutti insieme”

Il premier intervistato dal direttore Magistà negli studi di TgNorba 24 dopo l’inaugurazione della Fiera del Levante

di Redazione Norbaonline
Renzi a Telenorba, “Ripresa è possibile ma dobbiamo crederci tutti insieme”

Nel primo pomeriggio di oggi il premier Matteo Renzi, dopo l’inaugurazione della Fiera del Levante, è stato a Conversano per visitare gli studi del Gruppo Norba e incontrare il Presidente, l'Ing. Luca Montrone, con cui si è soffermato per parlare dei problemi e delle potenzialità dell'emittenza locale, anche come volano dell'economia. Dopo aver visitato gli studi, il premier ha rilasciato un'intervista a Radionorba e ha risposto alle domande del direttore del TgNorba, Enzo Magistà. Tanti gli argomenti toccati. In primis parole importanti del Premier su Telenorba. “E’ una realtà importante per il Mezzogiorno. Il mio è un riconoscimento a lei”, ha detto il Renzi rivolgendosi a Magistà, “alla sua redazione ed alla proprietà poiché abbiamo bisogno di informazione sul territorio. Oltre all’informazione dal mondo, credo che i cittadini abbiano il diritto di essere informati su ciò che avviene sotto casa. Per essere cittadini e non soltanto spettatori, questo tipo di informazione è fondamentale. Come questo argomento prenderà corpo in Parlamento lo vedremo. Da parte del governo c’è la massima apertura”.

In apertura Renzi ha poi svelato un aneddoto sulla sua visita a Bari: “E’ una città meravigliosa, appena arrivato ho mangiato quattro panzerotti”. “La mia famiglia”, ha aggiunto, “ha una forte origine pugliese. In questa regione si sono incontrati i miei nonni, per me c’è qualcosa di più di un semplice elemento affettivo verso la Puglia”.

Prima della Fiera del Levante, Renzi ha inaugurato il ponte dell’asse Nord-Sud nel capoluogo pugliese. “Il governo vuole sbloccare opere pubbliche e questa è una delle opere finanziate”, ha commentato il premier. Quanto al significato allegorico, di ponte inteso come “dialogo”, Renzi non ha dubbi: “Bari è la città del dialogo, con un popolo straordinario e un sindaco altrettanto straordinario”.

Alle due inaugurazioni, ponte e Fiera, e alla firma del patto per la Puglia, insieme al presidente del consiglio c’era il governatore pugliese Michele Emiliano. Ed è noto che i rapporti tra i due non siano idilliaci. “Le discussioni certamente non mancheranno anche in futuro”, ha ammesso Renzi, “ma è una cosa che interessa solo agli addetti ai lavori e ai giornalisti che sono costretti a seguirli. Ai cittadini le nostre polemiche non interessano. Stamane per esempio ho parlato delle cifre inerenti il turismo pugliese. Sono buone ma non al massimo del potenziale. Gran parte dei turisti si ferma ancora al Nord. Bisogna quindi lavorare tutti insieme, le chiacchiere non servono”.

Passaggio rapido anche sul progetto “Italia 4.0”, menzionato dal premier nel discorso di stamane in Fiera del Levante. “Stiamo vivendo una nuova stagione dell’industria, una sorta di rivoluzione con robot e sistemi computerizzati. Bisogna avere quindi coraggio per costruire un futuro diverso e formare le nuove generazioni. Chi pensa alla Puglia solo come luogo per trascorrere le vacanze sbaglia perché questa regione ha anche un futuro industriale, ovviamente salvaguardando l’ambiente”.

Sulla Tap il direttore Magistà ha chiesto al premier la sua opinione sulla posizione di Emiliano, che vorrebbe il gasdotto a Brindisi e non a Melendugno. “E’ un argomento che va avanti da decenni. La decisione è presa”, ha tagliato corto Matteo Renzi. “Non si può sempre tornare indietro sulle decisioni. Siamo apertissimi al dialogo ma continuare a mettere in discussione le scelte vuol dire non volerle mettere in pratica”.

Inevitabile la domanda sul referendum costituzionale, tema caldo dell’agenda politica italiana. “E’ un quesito sulla riduzione dei politici italiani, coloro che vivono dalla politica, sull’eliminazione di enti inutili per risparmiare, sulla creazione di un sistema più semplice. Chi vuole cambiare vota sì, chi vuole che resti tutto com’è vota no”, ha spiegato Renzi, che, interrogato dal direttore Magistà sulle posizioni contrarie anche all’interno del Partito Democratico, ha aggiunto, “D'Alema per motivi suoi vuole tornare in campo con le sue idee di bicamerale con Berlusconi. E' un film che abbiamo già visto e che personalmente non mi è piaciuto." In merito alla legge elettorale Renzi ha detto "non dò questa importanza alla decisione del 4 ottobre (la Corte Costituzione) perché se accettasse di mantenere la legge com'è noi siamo pronti a cambiarla se serve, noi abbiamo tolto il tema della legge elettorale dal tavolo dando una reale disponibilità a cambiarla, pronti a discutere nel merito, perché la legge elettorale, in uno, tre o cinque mesi, la cambi, quello che non si può cambiare è la Costituzione: o la cambi col referendum o rimane la stessa per 30 anni”.

Conclusione sulle possibilità di ripresa del Paese. “Se ci crediamo”, ha concluso il presidente del consiglio ai microfoni di Telenorba, “possiamo farcela, ma lavorando tutti insieme. Possiamo dare più credito alle Pmi, sostenere i giovani e dare aiuto a chi non ce la fa. Ma per farlo dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. E le polemiche interne devono smettere”. 



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Tag: matteo renzi, telenorba, enzo magistà

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