CRONACA   -  mercoledì 28 marzo 2018 - 20:26

Terrorismo, indagato un altro sospetto originario di Foggia

Si tratta di un italiano 50enne convertito all'Islam, originario di Foggia e residente a Ferrara

di Redazione Norbaonline
Terrorismo, indagato un altro sospetto originario di Foggia

Dopo l'arresto di ieri a Foggia del 'bad teacher' accusato di fare propaganda per l'Isis e di indottrinare al martirio i bambini durante l'ora di religione, oggi l'attenzione degli inquirenti della Dda di Bari si concentra su un altro sospetto, un italiano 50enne convertito all'Islam, originario di Foggia e residente a Ferrara. E' imparentato con la moglie del 59enne egiziano Abdel Rahman, arrestato ieri e presidente dell'associazione culturale islamica 'Al Dawa' la cui sede e' stata posta sotto sequestro a Foggia perche' usata come base per le attivita' sospettate di propaganda jihadista. "Il nemico ce l'abbiamo piu' vicino di quanto pensiamo, all'interno di comunita' che interagiscono con i bambini. E' li' che bisogna intervenire", avevano detto ieri a Bari gli investigatori dell'antiterrorismo commentando l'arresto. Ed effettivamente anche il sospetto italiano su cui indaga la Dda e' un altro insegnante, un altro possibile "bad teacher", come e' stata ribattezzata l'operazione. Si tratta di un docente foggiano 50enne, che da anni vive a Ferrara. Nella citta' emiliana l'uomo, sposato con figli e convertito anni fa all'islam, insegna in un istituto comprensivo a bambini di eta' compresa fra i 6 e i 12 anni. E' imparentato con la moglie dell'egiziano di Foggia, la 79enne Vincenza Barbarossa, anche lei coinvolta nella indagine per reati fiscali. E' proprio questo il collegamento con l'inchiesta della magistratura barese. I contatti con l'associazione "Al Dawa" di Foggia, le frequentazioni della sede quando tornava in Puglia, i messaggi via Facebook, Whatsapp e Twitter con il 59enne egiziano, hanno insospettito gli inquirenti. Contestualmente all'arresto di Abdel Rahman, gli uomini della Digos hanno eseguito anche una perquisizione domiciliare a Ferrara, a casa del docente, anche lui indagato per il reato di apologia di terrorismo aggravato dall'uso di mezzi informatici. Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati supporti informatici e materiali attualmente al vaglio degli inquirenti, i quali dovranno verificare l'eventuale presenza di documenti di propaganda jihadista, come quelli di cui e' stato trovato in possesso il parente egiziano. In chat e sui social network l'egiziano condivideva, per esempio, video e immagini di pubbliche esecuzioni di cristiani da parte di miliziani del Daesh, o testi in cui inneggiava al martirio. "La morte per noi e' un orgoglio - recita uno di questi - quindi non sarai morto, ma sarai immortale. Pronti ad essere martiri, orgogliosi di essere martiri. Se arriva la morte siamo pronti. Alzatevi verso l'immortalita', nell'universo sorgera' un altro sole e un altro mondo".





Tag: terrorismo, Al Dawa, Abdel Rahman

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