CRONACA   POTENZA (PZ)  -  mercoledì 20 dicembre 2017 - 16:48

Potenza: falsi contratti lavoro per visti ingresso, 11 arresti

Duecento finora i casi accertati di migranti che hanno usato lo stratagemma

di Alessandro Boccia
Potenza: falsi contratti lavoro per visti ingresso, 11 arresti

Falsi contratti di lavoro stagionale in agricoltura, come "cavallo di Troia" per far ottenere a immigrati pakistani i visti d'ingresso in Italia ed eludere le procedure di identificazione, permettendo in questo modo ai migranti di potersi muovere liberamente, anche in altre nazioni europee. E’ lo stratagemma scoperto dalla Procura di Potenza, in collaborazione con la Digos di Matera, nel corso dell'inchiesta "Red zone", che ha portato a 119 indagati e a undici misure cautelari, di cui cinque in carcere. In particolare le indagini hanno riguardato un periodo compreso tra il 2012 e il 2014: alcuni arresti non sono stati ancora eseguiti. Ai domiciliari si trova un lucano, ma sono stati notificati tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e due divieti di esercizio dell'attività imprenditoriale per altri due lucani. In Pakistan agivano due "potenti famiglie" impegnate in politica e nelle frequenti guerre tra clan, che ottenevano fondi proprio dalla "rotta" con l'Italia: i migranti (200 i casi finora accertati) arrivavano con un visto rilasciato in Pakistan, basato su un contratto stagionale falso nell'area del Metapontino. Tutti registravano il visto d'ingresso in questura ma pochi regolarizzavano la procedura con l'identificazione: questo permetteva loro comunque di spostarsi liberamente sfruttando una "falla" del sistema e i ritardi dovuti alla mole di richieste nelle Questure italiane. Il "costo" dell'intero meccanismo era di circa 12 mila euro a persona. 





Tag: migranti, visti ingresso, arresti

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