CRONACA   -  giovedì 12 ottobre 2017 - 13:56

Migranti: in manette 28enne a Foggia, fermato 17enne a Taranto

Il più grande saccheggiò Cara, il minorenne è presunto carceriere in Libia

di Redazione Norbaonline
Migranti: in manette 28enne a Foggia, fermato 17enne a Taranto

La polizia ha effettuato due arresti, in due distinte operazioni, a Foggia e a Taranto, in tema di migranti. Gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno arrestato un cittadino della Costa d'Avorio di 28 anni con le accuse di devastazione e saccheggio. L'arresto è stato eseguito in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Foggia per i disordini avvenuti, il 27 ottobre dello scorso anno, all'interno del Cara, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Borgo Mezzanone. Il 28enne faceva parte, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia, di 26 soggetti individuati e ritenuti gli autori del saccheggio.

Sempre in tema di migranti, gli agenti della Squadra Mobile hanno fermato un 17enne del Ghana, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Taranto, con l'accusa di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina. Secondo gli investigatori, il ragazzo, faceva parte dell'organizzazione che ha organizzato in Niger, Libia ed Italia, sino al maggio 2017, il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato, tra cui minori,
esponendoli a pericolo per la vita e l'incolumità e sottoponendoli a trattamenti inumani e degradanti. Le indagini sono partite immediatamente dopo lo sbarco di 952 migranti tutti di origine nordafricana giunti nel porto di Taranto lo scorso 22 maggio.

Nei giorni immediatamente successivi lo sbarco, i polizotti in servizio all' 'Hot spot' erano intervenuti per sedare una lite scoppiata tra alcuni giovani stranieri, fra i quali l'indagato, accusato dagli altri di essere uno dei carcerieri operanti in un ghetto di Sabah, in Libia, all'interno di una sorta di "prigione" nella quale erano stati tutti rinchiusi e sottoposti a minacce e percosse, e dai cui riuscivano ad allontanarsi solo dopo aver versato del denaro. Gli stranieri coinvolti nella lite hanno riferito di essere stati costretti a vivere per giorni ammassati in una stanza di pochi metri quadri, guardati a vista da carcerieri armati. Le condizioni di vita raccontate erano tremende, ricevendo da mangiare solo una volta al giorno, da una ciotola che serviva per più persone. Il diciasettenne ghanese è stato indicato come nipote di uno dei capi della prigione e come colui che intimava ai migranti di telefonare ai propri parenti, per poi bastonarli mentre erano al telefono in modo tale da far ascoltare ai loro stessi familiari quanto subivano per convincerli a mandare il denaro necessario alla traversata in Italia. Il 17enne è stato collocato in una Comunità per minorenni.





Tag: migranti, arresti, polizia

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