CRONACA   VIESTE (FG)  -  sabato 12 agosto 2017 - 12:40

Mafia, arrestato fratello del boss del clan Li Bergolis

A Vieste intanto proseguono a ritmo serrato le perquisizioni ed i controlli

di Redazione Norbaonline
Mafia, arrestato fratello del boss del clan Li Bergolis

Gli argenti della squadra mobile di Bari e Foggia, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, a Monte Sant'Angelo hanno arrestato in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla procura presso la Corte d'Appello del tribunale di Bari, Tommaso Pacilli, 45 anni. Deve espiare la pena residua di 8 mesi e 29 giorni di reclusione, senza sospensione, a seguito di condanna per i reati di estorsione aggravata anche dal metodo mafioso. I fatti sono stati commessi nel dicembre 2010 e nel gennaio 2011 a Monte Sant'Angelo in danno di esercizi commerciali della zona. L'arrestato è fratello di Giuseppe Pacilli di 44 anni detto "Peppe u' montanar", pluripregiudicato anche per associazione di stampo mafioso ed omicidio, già inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi del Ministero dell'Interno. Questi è noto elemento di spicco della "mafia del Gargano", appartenente al clan "Li Bergolis" che da anni si contrappone al clan dei "Romito". A carico di quest'ultimo nel luglio scorso 2017 gli agenti della Squadra Mobile di Bari avevano dato esecuzione ad ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello del Tribunale di Bari, dovendo espiare la pena di 11 anni e mesi  di reclusione per i reati di estorsione pluriaggravata, anche dall'utilizzo del metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi da fuoco; reati commessi a Monte Sant'Angelo, sempre negli anni 2010 e 2011. Il provvedimento restrittivo emesso a carico di Giuseppe Pacilli era stato eseguito nel carcere dell'Aquila dove e' gia' detenuto in espiazione di una pena definitiva per un'altra causa. Contestualmente, analogo provvedimento restrittivo era stato eseguito anche a carico del pregiudicato Matteo Pettinicchio di Monte Sant'Angelo di 32 anni dovendo espiare la pena di 5 anni 5 mesi e 21 giorni di reclusione per estorsione e rapina pluriaggravata, anche dall'utilizzo del metodo mafioso, commessi insieme ai fratelli Pacilli. Intanto proseguono a ritmo serrato le indagini e le perquisizioni, in particolare a Vieste, San marco in Lamis e Monte S.Angelo, dopo l'agguato di mercoledi' scorso nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di S. Marco in Lamis. Sembra tra l'altro che vi sia una turista francese che mentre percorreva la pedegarganica avrebbe notato l'auto con quattro uomini incappucciati armati di fucile, il commando che, successivamente, ha inseguito e ucciso Mario Luciano Romito e il cognato Matteo De Palma e i due agricoltori, incolpevoli testimoni dell'azione, Luigi e Aurelio Luciani. Questi ultimi che viaggiavano su un Fiorino bianco potrebbero anche essere stati scambiati forse per guardiaspalle dei due obiettivi dell'agguato ed in particolare di Romito personaggio di spicco della criminalità garganica.





Tag: mafia, gargano, arresti

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