CRONACA   -  martedì 4 luglio 2017 - 13:03

Smantellata organizzazione mafiosa nel tarantino: 27 arresti

Avevano messo le mani su politica, imprenditoria e commercio

Smantellata organizzazione mafiosa nel tarantino: 27 arresti

Era una frangia della Sacra Corona Unita, quella smantellata stamane dalla polizia di Stato nell'operazione "Impresa", coordinata dalla Dda di Lecce. Lo hanno confermato gli inquirenti in una conferenza stampa nella questura di Taranto. L’organizzazione esercitava la sua pressione criminale sui Comuni, tutti del Tarantino, di San Giorgio Ionico, Manduria, Grottaglie e Sava. Appalti, voto di scambio, estorsioni, detenzione di armi, tra i principali reati contestati. Arrestato il sindaco di Avetrana (Ta), Antonio Minò, eletto nella primavera dell'anno scorso e finito ora in carcere; ai domiciliari il sindaco di Erchie (Br), Antonio Margheriti, il consigliere comunale di Erchie, Domenico Margheriti, ex assessore, l'ex presidente del Consiglio comunale di Manduria, Nicola Dimonopoli. Sono complessivamente 27 i provvedimenti cautelari eseguiti, 20 in carcere e 7 ai domiciliari, disposti dal gip del Tribunale di Lecce. Facendo leva sull’intimidazione, il gruppo criminale capeggiata da Antonio Campeggio, Francesco D' Amore e Giuseppe Buccoliero anche in collegamento con il noto esponente della Scu Alberto Lorusso, aveva messo le mani su imprese, attività commerciali e sulla politica locale. Svariati i reati commessi: estorsione, riciclaggio di merce rubata, scambio elettorale-mafioso. Erano riusciti ad acquisire direttamente ed indirettamente la gestione ed il controllo di attività economiche, come nel settore dei lavori pubblici, del movimento terra, delle associazioni del servizio 118 (a Manduria, Avetrana, Faggiano, Pulsano e San Giorgio Jonico) nonché della ristorazione".

 

Durante la conferenza stampa in Questura e' stato evidenziato come "rilevante ai fini dell'inserimento e dell'infiltrazione del clan D'Amore-Campeggio nell'attivita' del 118, consentendone l'allargamento del giro di affari, e' stato l'ausilio di Antonio Mino', attuale sindaco di Avetrana (Ta), destinatario della misura cautelare in carcere in relazione all'ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa". Quest'ultimo, all'epoca dei fatti (2013) presidente dell'associazione 'Avetrana Soccorso' del 118, avrebbe fornito consapevolmente e volontariamente un contributo importante al rafforzamento del giro di affari, del prestigio e della fama criminale dell'articolazione rappresentata dal citato clan, mettendosi a completa disposizione degli indagati Campeggio e D'Amore, nonche' degli altri esponenti della medesima articolazione, agevolando l'imposizione dell'assunzione del secondo, in qualità di autista, presso la postazione di San Giorgio Jonico, ai danni del presidente l'associazione Croce Verde Faggiano, ovvero provvedendo lui stesso all'assunzione di altri sodali indicatigli da Campeggio". Per quanto riguarda poi il coinvolgimento di Nicola Dimonopoli, gia' presidente del Consiglio comunale di Manduria, dimessosi venerdi' da consigliere comunale di Manduria e ora ai domiciliari, "l'organizzazione mafiosa - rivelano gli inquirenti - ha procurato voti ad esponenti politici ad essa vicini, nell'aspettativa di ricevere in cambio favori e appalti pubblici, in particolare in occasione della competizione elettorale comunale di Manduria, per la elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale, tenutasi a maggio-giugno 2013. A fronte della promessa di ottenere l'appoggio elettorale, con procacciamento di voti raccolti mediante l'esercizio della forza di intimidazione dell'associazione". In particolare Nicola Dimonopoli "assumeva nei confronti di Campeggio, capo della propria articolazione mafiosa, l'impegno a dare denaro con cadenza mensile"

 

"Dimonopoli, che all'epoca dei fatti svolgeva servizio al pronto soccorso dell'ospedale Giannuzzi di Manduria, risulta aver concesso prestazioni "mediche", facendo ottenere, sempre su richiesta di Campeggio, giorni di prognosi a persone a costui vicine e coinvolte in incidenti stradali, ed ottenendo in cambio un intervento da parte del primo nei confronti di coloro che, di seguito all'elezione, non volevano sostenerlo per la carica alla presidenza del Consiglio del comune di Manduria. E proprio al fine di ottenere i voti di preferenza in occasione delle elezioni amministrative manduriane del 2013 in favore della corrente politica che avrebbe dovuto sostenere - oltre che allo scopo di riaffermare il prestigio e il controllo del territorio -, Campeggio - hanno sostenuto gli inquirenti - ha esercitato il proprio autorevole intervento anche a favore di giostrai che a lui si rivolgevano affinche' convincesse terzi soggetti proprietari a concedere loro l'autorizzazione a collocare il Luna Park nei terreni di proprieta'"

 

Agli arresti domiciliari anche Giuseppe Margheriti e Domenico Margheriti, rispettivamente sindaco ed ex vice sindaco del Comune di Erchie (Br), con Domenico Margheriti che all'epoca dei fatti era anche assessore alle politiche comunitarie, programmazione e bilancio, politiche sociali e pubblica istruzione, nonche' attuale consigliere comunale. I due rispondono di corruzione aggravata "per aver ottenuto, a titolo di tangente, il pagamento di ottantamila euro, oltre che la promessa di ulteriori dazioni di danaro, dietro l'impegno ad agevolare l'assegnazione di futuri appalti di opere pubbliche, ed in particolare per aver agevolato l'assegnazione dei lavori di completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip (opere per manti bituminosi, reti fognarie, pluviali e di pubblica illuminazione delle strade per un importo complessivo di circa 1 mln) alla ditta Tecnoscavi dei Pedone" (Pasquale Pedone e' tra gli arrestati in carcere). Il sindaco Margheriti, inoltre, "avrebbe effettuato, sempre su richiesta dei Pedone, ripetuti controlli sui cantiere dove si stava realizzando un parco eolico, facendo in seguito pervenire alla Regione Puglia una segnalazione in cui esponeva (contrariamente al vero) alcune irregolarita', emettendo pure un' ordinanza di blocco dei lavori in argomento in danno della societa' proprietaria dell'impianto (che rischiava di perdere i benefici sull'incentivazione dell'energia rinnovabile e l'autorizzazione concessa dalla Regione), il tutto dietro la promessa di consegna di una percentuale dell'importo del contratto di subappalto che l'impresa Tecnoscavi dei Pedone avrebbe ottenuto per l'esecuzione di lavori di movimento terra al parco eolico legati all'attivita' di ostruzionismo posta in essere"





Tag: mafia, sacra corona unita, polizia

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