ATTUALITÀ   TRANI (BT)  -  sabato 13 maggio 2017 - 16:24

Discarica Trani: per 21 Procura chiede rinvio a giudizio

Udienza in programma davanti al Gup l'11 luglio

Discarica Trani: per 21 Procura chiede rinvio a giudizio

La Procura di Trani ha chiesto il processo per 21 persone e due società, ritenute responsabili, a vario titolo, del disastro ambientale legato alla discarica di contrada Puro Vecchio, nella quale non si conferiscono più rifiuti dal settembre 2014. Sarà il gup Angela Schiralli, l'11 luglio prossimo, a dover decidere se gli elementi forniti dal pm Michele Ruggiero siano sufficienti per portare a giudizio gli imputati. I reati, contestati a vario titolo, sono disastro ambientale, omissione in atti d'ufficio, gestione continuata di rifiuti e di discarica in mancanza della prescritta autorizzazione, inosservanza delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, emissioni in atmosfera non autorizzate, concorso in turbata libertà degli incanti e corruzione aggravata.

Il processo è stato chiesto, tra gli altri, per gli ex sindaci Luigi Riserbato e Giuseppe Tarantini, e due ex assessori all'Ambiente, Giuseppe De Simone e Giuseppina Chiarello; ma anche per gli ex amministratori della società che gestisce l'impianto, l'Amiu spa (Antonello Ruggiero e Francesco Sotero) e l'ex direttore tecnico dell'impianto (Michele Zecchillo), nonchè dipendenti ed ex componenti di cda e collegio sindacale; per l'ex capo dell'ufficio tecnico del Comune, Giuseppe Affatato, e poi per funzionari e dirigenti regionali (Antonello Antonicelli, Giuseppe Tedeschi, Giuseppe Maestri, Caterina Dibitonto). Nel mirino anche i responsabili
di una società in gara per aggiudicarsi la realizzazione dell'impianto per la captazione del biogas (la Marco Polo Engineering di Cuneo) e di un laboratorio privato di Bitonto, incaricato della analisi sulla discarica da parte dell'Amiu. Alle società Amiu e Marco Polo Engineering Sistemi Ecologici è contestato l'illecito amministrativo derivante da alcuni reati contestati ai loro ex o attuali amministratori.

Tra le accuse mosse ad alcuni indagati, c'è l'aver consentito la gestione della discarica nonostante l'autorizzazione integrata ambientale fosse decaduta. Mentre a tutti gli ex amministratori comunali e dell'Amiu e ai dirigenti regionali vengono contestate "condotte di carattere prevalentemente omissivo". Secondo gli accertamenti coordinati dalla Procura di Trani, in 10 anni la discarica comunale avrebbe immesso in atmosfera 80 milioni di metri cubi di biogas, che dovevano essere captati da un apposito impianto mai realizzato. Per questo ci sarebbe stato, sostiene sempre la Procura, un "rischio di esplosione della discarica", mentre il percolato usciva dal sottosuolo "a mo' di geyser". In suolo, sottosuolo e falde, l'uscita del percolato avrebbe provocato il
superamento delle concentrazioni di metalli pesanti. Per queste ragioni la discarica venne sequestrata nel gennaio 2015, dopo
che già la Regione ne aveva disposto la chiusura; il dissequestro, nell'ottobre 2016, venne autorizzato ai soli fini della bonifica in carico al Comune.





Tag: discarica, amiu, procura

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