CRONACA   ALTAMURA (BA)  -  giovedì 12 gennaio 2017 - 11:23

Operazione Kairos ad Altamura, in scacco il clan Nuzzi

Diciassette persone arrestate, tra questi anche un carabiniere

Operazione Kairos ad Altamura, in scacco il clan Nuzzi

È stata ribattezzata “Kairos” l’operazione che questa mattina all'alba ha visto impegnati 200 carabinieri ad Altamura contro il clan Nuzzi. Diciassette sono gli arresti eseguiti dai militari su 18 disposti dal gip del tribunale di Bari Giovanni Abbattista, 25 invece in tutto le persone indagate.

Sgominato il vertice del clan Nuzzi di Altamura: in manette sono finiti i fratelli Pietro Antonio e Angelantonio Nuzzi, arrestati assieme ad un loro stretto collaboratore, Francesco Zazzara. In manette anche un carabiniere, appuntato scelto in servizio presso il nucleo radiomobile della Compagnia di Altamura, Stefano De Santis, 49 anni, ai domiciliari, accusato di istigazione alla corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio con l'aggravante mafiosa: avrebbe chiesto, in cambio delle rivelazioni sull'indagine, una cifra pari a 2mila euro. Secondo l’accusa avrebbe fornito informazioni su indagini e intercettazioni in corso a pregiudicati vicini al clan dei fratelli Nuzzi.

Il clan Nuzzi è un gruppo criminale che deriva dal clan Cecconi e che nel tempo si avvicina a quello dei Mercante-Diomede di Bari. Le accuse contro gli arrestati sono di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di armi, anche da guerra ed esplosivi, traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, estorsione e danneggiamento. Eseguito anche il sequestro di due immobili per quasi mezzo milione di euro. Nel corso di tre anni di indagine, i Carabinieri avevano già recuperato oltre 50 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana, nonché numerose armi, anche da guerra.

L’indagine è coordinata dai sostituti procuratori Renato Nitti e Roberto Rossi, attraverso accertamenti tecnici, numerose intercettazioni e le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia. Il clan Nuzzi, secondo gli investigatori, si sarebbe rivelato in grado, oltre che di eliminare fisicamente i rivali nell'attività di spaccio della droga, di esercitare sul territorio una sorta di funzione 'paragiurisdizionale' parallela, di dirimere controversie tra privati e di penetrare prepotentemente negli apparati burocratici e amministrativi della società civile.

"Con gli esponenti di tali apparati dello Stato - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - gli uomini del sodalizio instaurano rapporti confidenziali e relazioni stabili non solo di carattere corruttivo, ma anche di vicinanza e contiguita', venendo trattati alla pari, vale a dire come un altro potere con cui gli esponenti delle istituzioni ritengono di doversi relazionare". Quanto ai collaboratori di giustizia, le loro dichiarazioni sarebbero state utili per comprendere la struttura del clan, fare luce su numerosi reati e sui riti di affiliazione che prevedevano l'incisione, con una lametta, del pollice della mano destra in modo che il sangue venisse mischiato con quello del 'compare di sangue'. Un rito al termine del quale veniva stappata una bottiglia di spumante e consegnati pacchetti di sigarette che simboleggiavano la 'spartenza', sigarette che dovevano essere recapitate ai rispettivi 'padrini'.

Tra gli omicidi di cui vengono accusati: il duplice omicidio in danno di Lagonigro Rocco, del 1978 e Ciccimarra Vincenzo, del 1971, entrambi di Altamura, avvenuto il 27 marzo 2010 in Altamura. Omicidio deciso da PietroAntonio Nuzzi nell'ambito del controllo del mercato degli stupefacenti. Uccisi nel centro cittadino a bordo dell'autovettura di Vincenzo Ciccimarra, con venti colpi d'arma da fuoco. Accusati anche dell'omicidio di Domenico Fraccalvieri, classe 1970 di Altamura, avvenuto il 27 giugno 2011 sempre per questioni legate agli stupefacenti Fraccalvieri, mentre parcheggiava il suo motociclo all’interno del garage della sua abitazione. C'è anche un doppio tentativo d'omicidio tra le accuse, quello ai danni di Donato Francesco Rinaldi, che non avrebbe mai denunciato il primo tentativo quando il 30 novembre del 2007, mentre era in stato di semilibertà fu vittima di agguato rientrando in carcere ma riuscì a mettersi al riparo. Un mese dopo mentre era a bordo dell'autovettura della moglie, furono esplosi diversi colpi di pistola indirizzati a loro, quattro colpirono la moglie di Rinaldi. percorreva una via cittadina a bordo dell’autovettura della moglie che fu raggiunta da quattro colpi di arma da fuoco.





Tag: mafia, clan nuzzi, carabinieri

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